Giorno 12 – Trekking verso il campo base Maria Llocko

La mattina del 15 agosto, la sveglia suona verso le 6 del mattino, dopo un’abbondante colazione prepariamo gli zaini. Questo infatti è il primo giorno del trekking di avvicinamento all’Huayna Potosi. Per qualche giorno quindi non avremo più toccato i ghiacciai. Prepariamo uno zaino leggero, il tragitto che ci aspetta è molto lungo. Dopo aver caricato molta acqua al suo interno, un po’ di cibo, una giacca leggera e la reflex, iniziamo a preparare i duffel con tutta l’attrezzatura alpinistica che i pastori con i muli porteranno al prossimo campo. Dopo aver caricato i duffel sui muli iniziamo il nostro trekking. Ci lasciamo alle spalle il Campo Base del Condoriri e saliamo ripidamente su un sentiero a zig-zag in direzione sud su dei prati molto ripidi. I prati rapidamente scompaiono e iniziano i ghiaioni e le morene. Siamo a circa 4850 metri. La prima forcella da superare era appena sopra di noi a una quota di circa 5100 metri. Su questo pianoro facciamo una breve pausa dove possiamo ammirare ancora una volta quanto sia imponente il massiccio del Condoriri.

IL MASSICCIO DEL CONDORIRI VISTO DA SOTTO LA FORCELLA

Ad un certo punto un enorme uccello passa sopra di noi. Eccolo finalmente, il Condor!! Un’emozione unica, è veramente maestoso e questo angolo di mondo è lui che lo comanda. Ripartiamo con un’andatura sempre molto lenta, per non affaticare il corpo e per non spendere troppe energie. Il sentiero si fa leggermente più pianeggiante e dopo circa 15 minuti eccoci alla forcella a m. 5100. Non ho mai capito come si chiamasse questo passo, probabilmente era anche senza nome. Comunque qui la vista è spettacolare: da una parte il maestoso Condoriri e dall’altra la piramide dell’Huayna Potosi che scaleremo nei prossimi giorni.

IN CIMA ALLA FORCELLA m. 5100
IL HUAYNA POTOSI E’ SEMPRE PIU’ VICINO

Dopo avere fatto una breve pausa scendiamo nel versante opposto con un sentiero molto ripido e scosceso. Attraversata qualche chiazza di neve entriamo in una pianura fantastica tutta verdeggiante, la “Piana de Huichinta” m. 4400, dove al centro scorre il “Rio Paya Huichinta” ed è contornata dalle montagne “Pico Aguja Negra” m. 5336, il “Cerro Zongo Jisthaña” m. 5140 e il “Cerro Jallayco” m. 5224. Una vera e propria cavità naturale con un perimetro ovale. Ma la cosa più bella è che in giro siamo solo noi! Solo noi e nessun altro.

LA PIANA DE HUICHINTA m. 4400

Entriamo nel profondo di questa pianura verdeggiante e paludosa dove incontriamo numerosi lama, la attraversiamo tutta e con una breve arrampicata arriviamo su di un’altura dove più in basso vediamo “L’Altiplano” e la grandissima “Laguna Tuni”. Qui facciamo una bellissima pausa e qualche foto di gruppo.

LA LAGUNA TUNI
IL NOSTRO SUPER GRUPPO

Poi continuiamo il nostro cammino per un ghiaione con una pendenza molto elevato. Il prossimo passo era sopra di noi, il paesaggio è lunare. Saliamo sul ripido ghiaione e in poco tempo arriviamo al “Passo Mulamaniya” m. 4650. Qui si gode di una vista magica sul “Nevado Huayna Potosi” m. 6088, sul “Cerro Maria Llocko” m. 5522 e sulle numerosissime Lagune del versante opposto dove c’è anche un piccolo villaggio di contadini.

SALITA AL PASSO MULAMANIYA
IN CIMA AL PASSO
IL HUAYNA VISTO DA SOTTO IL PASSO

Scendiamo dall’altra parte dove incontriamo nuovamente la neve ed entriamo in questa piana contornata da Lagune. Siamo a una quota di circa 4250 metri. Attraversiamo la “Laguna Wichu Khota” e la “Laguna Sora Khota” per poi arrivare a questo villaggio dei pastori denominato “Campamento Racachas”.

IN DISCESA DAL PASSO
LA LAGUNA WICHU KOTA

Qui ci dirigiamo nella verdissima valle di destra e con un ripido sentiero su di una collinetta erbosa arriviamo ai bordi della “Laguna Esperanza”. Entriamo nella vera e propria valle dove troviamo un vecchio accampamento minerario, infatti tutta la Bolivia è piena di miniere e poi, dopo circa un paio di km arriviamo al “Campo Base Maria Llocko” m. 4500. Dopo circa 9-10 ore di trekking e circa 30 km di percorso siamo arrivati a destinazione. Qui, in questa baracca molto bella passeremo la notte. Il pomeriggio passa molto velocemente e serenamente, dopo qualche partita a carte e dopo aver fatto molte foto mangiamo una buonissima cena e, posizionati i sacchi a pelo sui materassini sul pavimento della baracca andiamo a dormire, pronti per iniziare la giornata successiva.

TRAMONTI UNICI AL CAMPO BASE

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