Giorno 7 – Tour alle Lagune Boliviane

Il giorno 10 agosto la sveglia suona prestissimo, facciamo colazione alle 6 e verso le 6.30 saliamo sulla jeep. Il freddo del deserto si fa sentire, infatti la temperatura è di circa -10°C.

L’ALBA SUL SALAR

Viaggiamo su una strada polverosa in direzione Sud al bordo del salar, qui possiamo ammirare le coltivazioni di patate e di quinoa. Dopo circa un’ora di viaggio e circa 55 km arriviamo al villaggio di “San Juan”. Qui riempiamo la nostra cisterna di gasolio. Da qua in poi per circa 1000 km non avremo più incontrato villaggi ne persone. Approfittiamo quindi a comprarci molta acqua. Proseguiamo il nostro viaggio in direzione Sud ed entriamo nel “Salar di Chiguana”, un deserto semisalato. Qui facciamo una breve pausa dove possiamo ammirare un treno merci proveniente dalla Bolivia e diretto in Cile. Infatti siamo a pochissimi km dalla frontiera Cilena.

SALAR DE CHIGUANA m. 3800
LA FERROVIA CHE ARRIVA IN CILE

Davanti di noi il “Volcan Ollagüe”, ad un’altezza di quasi 5900 metri è uno dei pochi vulcani attivi in terra Boliviana e confina col Cile. A pochi passi dalla frontiera cilena svoltiamo a sinistra e prendiamo una traccia sterrata che si inerpica in quota e dopo circa mezzora arriviamo al “Mirador Volcan Ollagüe” a una quota di 4200 metri. Dall’ostello fino a qui abbiamo percorso circa 150 km. Dal Mirador possiamo ammirare veramente bene il Volcan Ollagüe che con la sua ultima eruzione molti anni fa ha fatto colare lava che poi solidificandosi è arrivata fino a qui. Da qui si può ammirare benissimo anche il “Cerro Tomasamil” m. 5850 e il “Callejòn Cañapa” m. 5820.

AL MIRADOR m. 4200

Proseguiamo il nostro viaggio in questo ambiente selvaggio e lunare e in circa un’ora di viaggio e 30 km arriviamo alla meravigliosa “Laguna Cañapa”. Questa laguna, posta a 4200 metri è piena di fenicotteri rosa.

LA LAGUNA CANAPA m. 4200

Poco più tardi arriviamo alla “Laguna Hedionda” m. 4100 dove mangiamo il pranzo a base di pollo al “Los Flamencos Eco Hotel”

LA LAGUNA HEDIONDA COI FENICOTTERI ROSA
I FENICOTTERI ROSA

Dopo numerosissime foto sia alla laguna che ai fenicotteri proseguiamo il nostro viaggio e dopo circa 15 minuti arriviamo alla “Laguna Honda” m. 4080. Qui non stiamo molto tempo, c’è un fastidioso vento.

LA LAGUNA HONDA

Da qui proseguiamo il nostro lungo viaggio e in breve arriviamo nel sabbioso “Deserto del Salili”. E’ pazzesco e ci sono per fino le dune. Chi l’avrebbe mai detto che nel profondo sud della Bolivia a una quota di oltre 4500 metri ci sia un deserto molto simile al Sahara? Agilmente il nostro autista come se fosse un pilota da Rally ci fa salire e scendere dalle dune fino ad un certo punto dove siamo costretti a fermarci per una foratura della gomma.

IL DESERTO DEL SALILI
IL NOSTRO SUPER MEZZO
LA LEPRE ANDINA

Siamo a circa 4500 metri. L’autista velocemente cambia la gomma ma si accorge che anche l’altra è bucata. Che sfiga! E adesso? L’altra jeep con i nostri compagni era abbondantemente più avanti di noi e non c’era linea telefonica. Un macello. E adesso? Fortunatamente l’austista in fondo al baule ha trovato un kit per aggiustare le gomme bucate. La nostra salvezza. Dopo circa mezzora ripartiamo ma ogni km circa dobbiamo fermarci a pompare la gomma. Un casino! Dopo un po’ sembra che la gomma tenga e quindi possiamo proseguire per la nostra strada, anzi le nostre dune. Prendiamo rapidamente quota fino ad arrivare a una collina molto elevata dove ci fermiamo ad ammirare il panorama e a scattare foto. Eravamo a una quota di 4800 metri e l’ambiente era quello di un film western.

QUOTA 4800

In lontananza vediamo una jeep venire verso di noi, erano i nostri compagni, impauriti perché non ci vedevano arrivare. Dopo circa 30 km arriviamo al famosissimo “Arbol de Piedra” ad un’altezza di 4600 metri. Una conformazione rocciosa levigata dal vento che in moltissimi anni di erosione ha preso la forma di un albero. Veramente suggestiva. Scendiamo dalla jeep per fare qualche foto, ma notiamo degli ospiti vicino a noi, sono due volpi andine, fantastiche da vedere. La guida ci ha detto di non minacciarle perché c’avrebbero aggredito. Dopo aver fatto qualche foto alle volpi immediatamente una volpe salta addosso ad Alessandro. Walter ed io che eravamo vicino a lui gliela spostiamo da addosso e Alessandro cade a terra urlando. Sta veramente male ma essendo isolati dalla civiltà non abbiamo medici a disposizione. Scopriremo poi, 2 giorni dopo che dopo essere andato all’ospedale centrale di La Paz ha una microfrattura all’osso sacro. Fortunatamente si è ripreso ed è riuscito a scalare le Ande con noi.

L’ARBOL DE PIEDRA
LA VOLPE ANDINA

Impauriti dalle volpi aggressive facciamo un paio di foto di gruppo sotto l’albero e proseguiamo il nostro viaggio. Dopo circa 20 minuti arriviamo alla bellissima “Laguna Colorada” a una quota di 4300 metri. Questa laguna è molto particolare perché un’alga fa cambiare periodicamente il colore dell’acqua. E’ quasi il tramonto, la temperatura si è abbassata molto e il freddo si fa sentire.

LAGUNA COLORADA

Facciamo qualche foto e dopo circa 20 minuti arriviamo al nostro lodge a circa 4400 metri dove dormiamo. Ci troviamo a 10 km dal Cile nella “Reserva Nacional de Fauna Andina Eduardo Avaroa”. Dopo una buona cena a base di spaghetti usciamo all’esterno del lodge ad ammirare le stelle cadenti. Infatti è la notte di San Lorenzo. Ne abbiamo viste veramente tante e sono riuscito perfino a fotografarne una. Più tardi, stanchissimi, andiamo a letto ma molto soddisfatti per quei meravigliosi 600 km affrontati tutti tra deserti e lagune, una cosa magnifica.

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